L’universo della cura riguarda ogni aspetto dell’avere a cuore qualcosa e qualcuno, prima ancora di riferirsi al mondo sanitario. Come possiamo dedicarci all’Altro se non siamo capaci di curarci del mondo e delle cose?
Racconto: Punti di vista di Luca Fontanini.
Dall’alto la vista prendeva tutto, anche le bottiglie, i bicchieri pieni di fango e le cianfrusaglie lasciate da chi non aveva più educazione da spendere. Tra gli oggetti sparsi spiccavano centinaia di piccole impronte palmate, un ricordo delle ripetute corse avanti e indietro alla ricerca di fresco.
«Cos’hai da guardare?», gli chiese squadrandolo dal greto sabbioso.
«L’insieme è uno spettacolo raro, per quanto triste», rispose il vecchio sporgendosi dal terrazzo del primo piano.
«Triste? Questa è solo l’ennesima dimostrazione di quello che siete. Ogni anno noi tutte speriamo di sbagliarci, di poter cambiare opinione, eppure va sempre a finire nello stesso modo. Siete così, voi, sotto la buccia rosea, un cimitero di scarti e maleducazione». Si sposta di qualche metro per guardarlo meglio. Dal basso la vista non tralascia nulla, nemmeno il doppio mento e le caccole del naso. In controluce spiccano decine di piccole tracce del tempo, sul viso sudato e macchiato dal sole.
Il vecchio, togliendosi un pezzo del pranzo dai denti, disse: «Quando tornerà l’acqua potrete nuotare di nuovo senza pensieri».
«Ti piacerebbe, vero? L’acqua servirà solo a tenerli sul fondo», rispose agitando le ali.
Il vecchio sputò mandandola al diavolo con un gesto del braccio, senza aggiungere altro.
«Ecco, appunto», disse lei di rimando e si voltò mostrandogli le ultime piume da papera.
Consigli poetici al lettore curioso:
leggiamoci dentro, è il momento dell’esame di coscienza.
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