Ritorno all'Essere Umani

VITE CHE SALVANO VITE

Il 10 dicembre 1997 nella California settentrionale Julia Butterfly Hill si arrampica su Luna, una sequoia alta settanta metri per protestare contro l’abbattimento della foresta costituita da alberi millenari, portato avanti dalla Pacific Lumber Company, potente industria americana del settore del legname. Rimarrà da sola su una piattaforma di legno per 738 giorni, resistendo a tempeste e condizioni di vita estreme, ne scenderà vittoriosa, dopo avere salvato la vita di Luna e degli altri alberi, e divenendo un simbolo per il movimento ambientalista mondiale.

Undici elefanti liberano un gruppo di antilopi tenute in cattività, la matriarca apre tutti i chiavistelli dei cancelli del recinto, permettendo alle antilopi di fuggire.

La gatta Libby aiuta il suo amico Cashew, un cane anziano, sordo e cieco ad evitare gli ostacoli per raggiungere il cibo.

Nel 2014 Andrea Cisternino, fotografo e animalista, costruisce in Ucraina Il rifugio Italia Kj2 per accogliere animali che hanno subito violenze e maltrattamenti da parte dell’essere umano: cavalli, mucche, maiali, anatre, oche, gatti e soprattutto cani sottratti alla terribile crudeltà dei dog hunters. Allo scoppio della guerra, il 24 febbraio del 2022, Andrea decide di non abbandonare i suoi quattrocento animali e, con tre volontarie, affronta gli attacchi aerei, il progressivo esaurirsi delle risorse alimentari, l’isolamento totale dato dall’impossibilità dei soccorsi internazionali a raggiungerlo, resistendo al fianco dei suoi animali “non per coraggio, ma per amore”. 

A Colonna di Vedriano (Reggio Emilia), Angelo Falletta e Alessandra Rossi hanno costruito un parco equino che ospita cavalli da corsa a fine carriera, destinati al macello dopo essere stati sfruttati come trottatori o stalloni.

Un apneista, durante una gara, rimane paralizzato in profondità da crampi provocati dalle basse temperature marine; un beluga, un grande cetaceo bianco, lo riporta in superficie.

Nel 1943 in Danimarca, durante l’occupazione nazista, trapela la notizia dell’imminente rastrellamento dei cittadini ebrei per essere avviati alla deportazione. Per quattordici giorni gli ebrei danesi vengono assistiti e nascosti da persone comuni; 6500 ebrei (su 7000) riescono a salvarsi, trasportati con imbarcazioni in Svezia.

Il 3 ottobre 2013, di fronte a Lampedusa, una imbarcazione, con 600 migranti etiopi ed eritrei a bordo, naufraga; pescatori e civili riescono a trarne in salvo 150, ubbidendo spontaneamente alla legge del mare.

Salvamento, “liberazione da uno stato di pericolo per l’incolumità fisica o per l’integrità morale e spirituale”, è un termine raro e desueto ormai quasi sostituito dal vocabolo pragmatico salvataggio, e sopravvissuto in pochi testi o nel linguaggio sportivo, dove il nuoto da salvamento indica una disciplina di addestramento con tratti subacquei, lancio di salvagente, trasporto di manichino e percorso su barca a remi.

E sono proprio esempi di salvamento vitale quelli tratteggiati poc’anzi, un salvamento non solo materiale, ma di interi mondi interiori, relazionali, spirituali contenuti da ogni singolo vivente. Umani che salvano piante, animali che salvano umani o altri animali, umani che salvano animali, donne e uomini che salvano loro simili: salvamenti dalle tempeste del mare in senso proprio o in senso metaforico. Si salva in modo spontaneo, immediato, si salva “mettendo il corpo dove stanno le proprie convinzioni” (J. B. Hill), mettendosi in gioco nella realtà di ogni giorno con muscoli, nervi, emozioni, sentimenti, non con un rapido like virtuale, andando oltre le barriere di razza, religione, nazione, specie.

Il salvatore, salvando, rifonda la sua umanità, ritrova la sua parte più vera, più autentica, profonda e, in definitiva, salva moralmente ed emotivamente se stesso.

L’empatia è la capacità di percepire e sentire le emozioni degli altri, è un’energia propulsiva che crea compassione, la tendenza a prendersi cura, aiutare, consolare, provare cordoglio e sfocia inevitabilmente in azioni conseguenti.

Esiste una base biologica dell’empatia rivelata dalle moderne neuroscienze: alcune cellule del nostro cervello (i neuroni – specchio e le cellule fusiformi) si attivano quando osserviamo qualcuno eseguire la stessa azione che possiamo eseguire noi, ciò ci aiuta a sviluppare una comprensione più profonda degli stati emotivi altrui. Questa tipologia cellulare è stata riconosciuta anche negli animali (primati, cetacei, orche balenottere, elefanti, ecc.), dimostrando che esiste un orientamento empatico comune a tutti gli esseri viventi.

Solo se ci percepiamo e riconosciamo non come unità separate o come gruppi contrapposti e in conflitto, ma come diadi unite in una rete circolare sociale, naturale, biologica di relazioni interdipendenti, potremo avviarci verso un Destino comune dove “nessun essere vivente dovrà più lacrimare in solitudine”.

 

 

Poesia scelta: Non verremo alla mèta ad uno ad uno di Paul Eluard.

 

Non verremo alla mèta ad uno ad uno

ma a due a due. Se ci conosceremo

a due a due, noi ci conosceremo

tutti, noi ci ameremo tutti e i figli

un giorno rideranno

della leggenda nera dove un uomo

lacrima in solitudine.

 

 

Consigli poetici al lettore curioso:

– Eluard P., Poesie, Einaudi, Torino 1981, p. 363.

– Hill B. J., La ragazza sull’albero. Diario di una vittoria: 738 giorni su una sequoia per salvare la foresta, Terra Nuova, Firenze 2017.

– Bekoff M. Pierce J., Giustizia selvaggia. La vita morale degli animali., Baldini Castoldi, Milano 2010.

– Cisternino A., Non per coraggio, ma per amore. La mia vita sotto le bombe con 400 animali da salvare, Piemme, Milano 2022.

– Sonzogno V. (a cura di), Salvi! Animali, rifugi e libertà., Safarà, Pordenone 2016.

– Lidegard B., Il popolo che disse no. La storia mai raccontata di come una nazione sfidò Hitler e salvò i suoi compatrioti ebrei, Garzanti, Milano 2014.

– Rizzolatti G., Sinigaglia C., So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio., Raffaello Cortina, Milano 2005.

10 animali che hanno salvato la vita alle persone, https://www.sportclubonline.it.

– De Bellis M., Dieci anni fa il naufragio di Lampedusa, amnesty.it.

– Tommaso M. Orango allunga la sua mano per salvare un uomo da un pozzo, universoanimali.it.

 

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