Ritorno all'Essere Umani

RESPONS-ABILITÀ

Che significato ha la responsabilità, in un’epoca in cui ci siamo abituati a prenderla sottogamba, invece che sottobraccio? Primeggiamo nell’allontanare l’ago della bilancia da noi stessi, quando si tratta di situazioni scomode inizialmente, o divenute tali in seguito alle inevitabili conseguenze delle scelte.

Partiamo dal presupposto inalienabile che dentro la responsabilità è insita l’abilità che abbiamo di modificare costantemente il nostro stare nel mondo, e che questo implica muoverci, faticare, immolare angoli di cuore e persino perdere o soffrire intensamente; il nostro stare nel mondo è suscettibile di continue possibilità per andare avanti, di continue procedure per adattarci, continui sbalzi di tensione, di umore, di aspettative, continue frecce scoccate da archi pesanti e patinati. Per questo motivo puntiamo il dito, sia l’indice sia il medio, verso chicchessia eccetto noi? Per questo ci sentiamo in diritto di attendere i cambiamenti piuttosto che fare il primo passo per avviare modifiche di rotta? Siamo davvero così poco umani da crederci pietre in mezzo al vento sferzante che soffia e risoffia, che lima e delinea, senza pensare alle conseguenze? Ogni Altro sembra responsabile delle nostre questioni di vita, e l’Uguale prende il sopravvento nell’individuale anestesia.

Senza spegnere la distrazione e la superficialità continue, senza aprire completamente gli occhi o girare la testa in altre direzioni, i pericoli sono divenuti un freddo gelato che addentiamo abitualmente; sono diventati la doccia gelida dei desideri, la spiaggia senza battigia, la barca priva di timone. Siamo diventati l’animale razionale privo di caratteristiche umanizzanti e con una razionalità improntata all’economia e alla produzione, piuttosto che alla poesia sociale e all’ecosistema dello stare bene insieme. Emarginiamo, insultiamo, ci disinteressiamo, inquiniamo e disturbiamo, senza la lucidità di comprendere che il pericolo che si annida dietro le intemperie sociali siamo noi stessi. Sì, noi stessi, ogni volta che scegliamo di non sfruttare le nostre abilità naturali per prendere in mano eventi e pensieri, ogni singola volta che lasciamo accadere senza realizzare, ogni volta che ci lasciamo ammaliare ammalandoci, ogni volta che schiviamo la fatica e la sincerità, ogni volta che diventiamo silenzio e noncuranza. Siamo l’abilità dentro la respons-abilità, e siamo la risorsa salvifica dietro il possibile cambiamento comune; siamo gli artigiani di una società che richiede l’impegno per riconoscersi e riconoscere ancora buoni ideali.

 

 

Poesia scelta: Distratti di Luca Fontanini.

 

Distratti da frastuoni frenetici

annaspiamo nello smarrimento interiore

nell’angoscia tremante di essere

tra odio, invidia e narcisismi scettici.

 

Distratti da incolmabili scomposizioni

cadiamo sulle spoglie esteriori

nell’era del tutto abbellito da finzioni

tra timori, riserve e futili rumori.

 

Distratti per comodità

orecchie tappate per isolarci

cerchiamo altrove per capirci

delegando ogni respons-abilità.

 

 

Consigli poetici al lettore curioso:

– Han B.-C., L’espulsione dell’Altro, Nottetempo, Milano 2024 [I ed. 2017].

 

 

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