Di cosa si tratta?
Una raccolta di parole, segni, pensieri, ritagli di vita quotidiana o professionale e riflessioni; un gomitolo di tratti dalla forma e dal contenuto mutevole, che raccontano lati, spigoli, rotondità, reale, immaginario e desiderato: Persone sempre in divenire.
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Ciò che sentiamo e desideriamo comunicare, può diventare un abbraccio, una piacevole condivisione per chi, come Noi, viaggia sui binari dell’Essere Umani.
Buona lettura.
- Mario
Pensiamo di poter controllare tutto ciò che abbiamo creato con le nostre pseudo-scienze, ma non abbiamo più il coraggio di testimoniare.
— Mario
- Pensieri dal Cammino di Santiago
Una settimana è passata e mi sembra di camminare da mesi; se sono partito da solo, con la necessità di camminare in solitaria e riflettere, subito mi sono ritrovato circondato da persone speciali. Il cammino è una vita in miniatura, un giorno nel cammino equivale ad un anno nella vita reale e così questi pochi giorni passati assieme a queste persone ci portano a provare emozioni che non si provano neanche nei confronti di gente che si conosce da anni. Gli incontri, le discussioni, gli addi sono molto più intensi. Salutare una persona che si ha conosciuto giorni prima e che deve abbandonare il cammino porta alle lacrime più sincere.
Tutti sono aperti alla condivisione, dei propri problemi, dei propri dubbi, delle proprie esperienze, dei propri sogni e delle proprie speranze. Si può parlare di tutto sul cammino, in tutte le lingue e in tutti i modi che possono aiutare la comprensione e l’empatia tra pellegrini.
Tutti hanno la stessa meta ma tutti percorrono un cammino diverso, personale e che non tutti possono vedere. Ora questo cammino mi dice di legarmi a qualcuno, di non camminare da solo e forse mi sta suggerendo qualcosa per il vero cammino all’infuori di questo periodo di viaggio.
Io mi lascio trascinare, molte volte è il caos, tante altre una medicina, sicuramente segna qualcosa dentro di te, ti dona qualcosa che se hai la fortuna di cogliere ti porta al miglioramento personale e ad una nuova scoperta di te.
Penso che nel cammino il destino abbia un peso molto importante lasciandoti comunque la libertà di scegliere cosa fare. Lui ti fornisce degli spunti tu devi essere bravo a coglierli. Spero di essere all’altezza.
— Davide Mirabelli

- Antonio, Ingegnere
Non avevo mai pensato al vuoto in termini positivi. Mi piace cambiare prospettiva, ma lo faccio solo quando ne vale la pena. Molto interessante, da approfondire. Parlatene ancora!
— Antonio, Ingegnere
- Marco
Il movimento di profondità racconta la persona che vive la sua vita intensamente. Grazie ragazzi!
— Marco
- A., Studentessa di filosofia
Essere profondi e arrivare in fondo non è scontato. Arrivate! Potreste approfondire il tema del dolore? Grazie mille.
— A., Studentessa di filosofia
- Patrizia
Esplorare l’etimologia dei termini, in modo semplice e allo stesso tempo preciso e tecnico, in contesti inusuali, è arricchente. Grazie!
— Patrizia
- Claudio, Studente di medicina
L’intuizione include la cultura personale e la fiducia in se stessi. Grazie per averne parlato.
— Claudio, Studente di medicina
- F., Fisioterapista
Il corpo è un complesso di semplici e frizzanti opportunità.
— F., Fisioterapista
- E., Commerciante
Solo il silenzio e l’ascolto permettono di vedere.
— E., Commerciante
- T., Insegnante
La conoscenza, che è talmente introiettata da diventare intuizione, istinto, mi sembra la definizione più giusta.
— T., Insegnante
- Cinzia
La ricchezza di una condivisione divide le fatiche con sentimento sveglio.
— Cinzia
- L., Insegnante
La bellezza dell’educazione è nella trasmissione critica del sapere.
— L., Insegnante
- G., Architetto
Continuate così, senza paura di parlare, con il coraggio di arrivare in fondo, dove non si ha più coraggio di andare.
— G., Architetto
- Enrico, Biologo
Mi è piaciuto il convegno di marzo e le iniziative mensili toccano temi importanti, raccontati con passione, professionalità e simpatia. Il piglio è quello giusto.
— Enrico, Biologo
- M., Fisioterapista
Quali sono le parole giuste per spiegare la passione per il lavoro medico-sanitario? Per spiegare la fatica universitaria, i sacrifici che ci sono dietro? Il nostro lavoro è spesso “misconosciuto” nella sua complessità e vastità. Anche se è una problematica che riguarda molte professioni, ci tenevo a scriverlo, è un tema che andrebbe trattato. Grazie per il vostro modo di fare cultura, seguo con interesse le iniziative. Buon lavoro!
— M., Fisioterapista
- T., Infermiere
Contribuire all’igiene personale di un uomo in difficoltà è complicato. Come ha ricordato il Prof. Sbrojavacca al primo vostro convegno. Non sempre la si puó tollerare a lungo. Quando non c’è altra via diventa una lotta contro la dignità.
— T., Infermiere
- S., Medico
Come si può distinguere il fare bene il proprio mestiere sanitario dall’essere “semplicemente” umani?
— S., Medico
- Gloria, Infermiera
Ho visto tanta sofferenza in reparto, tanta da sentirla addosso quando rientro a casa. Spesso riesco solo a lenirla, ma non si cancella. Grazie per il vostro lavoro, vi sento vicini.
— Gloria, Infermiera - Luca Fontanini
La cultura sanitaria si dipinge di senso solo con umili pennellate di colori umani, senza i quali sarebbe mera, seppur indispensabile e affascinante, tela bianca dagli alienanti spazi tecnici.
— Luca Fontanini
Ecco….. Non ho molto da scrivere a proposito della morte… Avete già detto voi milte cose vere. Posso solo fare due piccole osservaziini terra terra. Una più generale: noi non riusciamo a pensarci finiti, a pensare che noi o chi conosciamo possa veramente finire quando il corpo non vive più. La nostra mente profonda non può immaginare ciò. Infatti in un modo o nell’altro praticamente tutti quelli che da che mondo e mondo hanno affrontato questo tema hanno dovuto creare un modo per spiegare questa certezza. Magari anche limitando l’immortalità al ricordo che sopravvive nelle persone care…
La seconda osservazione invece mi viene dal lavoro (cure palliative). Le persone anche quando sono vicinissime alla morte sono comunque vive. La loro parte materiale funziona male e va supportata ma dentro c’è qualcosa di vivo con cui si può comunicare fino all’ultimo. Magari senza parole, perché anche quelle si possono perdere o non funzionare più ma se ascolti lo senti.
Grazie per quello che fate e complimenti, sta diventando qualcosa di serio!
Barbara