Salta al contenuto principale

Ritorno all'Essere Umani

Pensieri dal Cammino di Santiago

Una settimana è passata e mi sembra di camminare da mesi; se sono partito da solo, con la necessità di camminare in solitaria e riflettere, subito mi sono ritrovato circondato da persone speciali. Il cammino è una vita in miniatura, un giorno nel cammino equivale ad un anno nella vita reale e così questi pochi giorni passati assieme a queste persone ci portano a provare emozioni che non si provano neanche nei confronti di gente che si conosce da anni. Gli incontri, le discussioni, gli addi sono molto più intensi. Salutare una persona che si ha conosciuto giorni prima e che deve abbandonare il cammino porta alle lacrime più sincere.

Tutti sono aperti alla condivisione, dei propri problemi, dei propri dubbi, delle proprie esperienze, dei propri sogni e delle proprie speranze. Si può parlare di tutto sul cammino, in tutte le lingue e in tutti i modi che possono aiutare la comprensione e l’empatia tra pellegrini.

Tutti hanno la stessa meta ma tutti percorrono un cammino diverso, personale e che non tutti possono vedere. Ora questo cammino mi dice di legarmi a qualcuno, di non camminare da solo e forse mi sta suggerendo qualcosa per il vero cammino all’infuori di questo periodo di viaggio.

Io mi lascio trascinare, molte volte è il caos, tante altre una medicina, sicuramente segna qualcosa dentro di te, ti dona qualcosa che se hai la fortuna di cogliere ti porta al miglioramento personale e ad una nuova scoperta di te.

Penso che nel cammino il destino abbia un peso molto importante lasciandoti comunque la libertà di scegliere cosa fare. Lui ti fornisce degli spunti tu devi essere bravo a coglierli. Spero di essere all’altezza.

Davide Mirabelli

Rispondi

Scopri di più da Ritorno all'Essere Umani

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere